Dolor Y Gloria, il film di Pedro Almodovar, è un cammino autobiografico e intenso, in grado di toccare i sentimenti dello spettatore.
E’ la storia di un uomo di successo passato, in un presente immobile, afflitto da un artrosi creativa che ne limita i movimenti.
Ed è proprio dal passato, considerato causa, che arriva il rimedio e la cura per tutte le malattie e le dipendenze che la mente ha trasmesso al corpo.
Al presente, visivamente si alterna un passato remoto che lo vede protagonista nei panni di un bambino di talento, alle prese con la madre e con le prime scelte.
Psicologicamente, al contrario, è il passato più recente che torna a mostrarsi per sanare, raccontato non dalle immagini ma dalle parole.
Sono proprio queste ultime, non dette, e i fallimenti a essersi sedimentati dentro e ad aver generato una malattia che gli toglie il fiato.
Solo la fuoriuscita di queste parole e l’accettazione delle sconfitte riportano in vita il protagonista, restituendolo a quel destino creativo che “lo ha salvato”.
Il film cammina lentamente all’inizio, restituendoci quel senso di staticità che è la vita di Salvador; per poi rianimarsi in seguito fino a riunire realtà e finzione in un gioco metacinematografico.

doloygloria